FULVIO PULITINI

Nei suoi dipinti attuali cerca di esplorare gli aspetti più tragici del nostro tempo, tra i quali la situazione di guerra nell’area del Medio Oriente.

Attraverso immagini espressive e simboliche l’autore vuole trasmettere un messaggio di riflessione sulla violenza, armata o no, che gli uomini spesso esercitano su altri uomini ed altre culture, sull’uso della prepotenza e della forza, che rendono chi le esercita esseri privi di sensibilità verso i più deboli e li fa convinti che compiere nefandezze sia quasi un diritto.

C’è un richiamo quasi arcaico ed esotico nei suoi quadri: terre dall’antico sapore biblico, dove la guerra come piaga antica, regna quasi incontrastata da millenni; in un’atmosfera torrida, desertica, donne e uomini velati, paludati in abiti islamici, osservano quasi impotenti, lo sfacelo.

Ma tale situazione, lo stato di conflitto, è antico quanto l’uomo e non riguarda soltanto l’epoca contemporanea o una particolare area geografica: anche l’America del Sud, terra delle grandi civiltà precolombiane, è stata oggetto di violenze e sopraffazioni nel corso del XVI secolo da parte dei conquistadores spagnoli.

Altrove la povertà affligge gli uomini, li segrega in baraccopoli, li divide dal mondo dello sfarzo e della ricchezza: rabbia e violenza sia fisica che psicologica, si avvertono anche in antiche dimensioni nostrane, spesso accompagnate da un altro male antico: l’indifferenza.

La violenza umana tocca anche la natura: vedasi gli antichi, nobili olivi palestinesi tagliati, mutilati, addirittura sradicati.

Ma è proprio questa atavica, ancestrale entità che sembra infondere una sensazione di speranza e di rivalsa anche nelle sue creature più piccole.

Le farfalle che volano libere, uno spirito che pare trascendere quanto di tragico avviene sulla terra, che sembra collegarsi ai palloncini dell’infanzia che volano liberi, su verso il cielo, trasportando i bambini, forse i sogni antichi degli uomini, oltre gli steccati di odio e di difficoltà.

La natura che sembra sopravvivere anche sotto le soffocanti spire del mostruoso rettile della distruzione e della guerra, quasi a lasciare intendere che i conflitti, per quanto violenti, lunghi e terribili, hanno un inizio, una durata e una fine, mentre lo spirito della terra e della natura, con le sue manifestazioni di bellezza, pace e armonia, è eterno ed immortale.

Walter Storri