INDIOS

L’America Centrale e Meridionale sono state le terre dove si sono affermate meravigliose civiltà: Maya, Aztechi, Incas le principali.

Popoli straordinari, in grado di erigere piramidi simili a quelle egizie, in base a complessi calcoli matematici; popolazioni dalla mitologia affascinante, costituita da un pantheon di divinità legate alla terra e all’universo, al sole, alla natura e ai suoi misteri.

Vivevano di agricoltura e pastorizia, abitavano in semplici capanne, semplici come il loro spirito.

Consideravano gli alberi e le foreste come qualcosa di sacro...

Forse una specie di paradiso terrestre, l’Eden, fino a quando questi popoli non vennero a conoscenza dei conquistadores spagnoli, giunti dall’ Oceano Atlantico.

Gli indigeni che vennero a contatto con loro, pensavano che essi fossero una specie di semidei: le navi, i vascelli erano sconosciuti presso questi popoli, così come i cavalli, le armature, i cannoni e gli archibugi.

Ben presto, purtroppo, si resero conto dell’avidità, della prepotenza e della violenza degli spagnoli: questi commisero un autentico genocidio, uccidendo, stuprando, saccheggiando, distruggendo interi villaggi, approfittandosi dell’ingenuità e della bontà innate degli indios per estendere il loro dominio nell’America Latina.

Queste civiltà incredibili conobbero così un autentico, tragico, inarrestabile declino.

Gli invasori si comportarono come i piranhas, i terribili pesci predatori del Rio delle Amazzoni, contro i quali si eleva, a difesa estrema degli aztechi, il puma, uno degli animali sacri alle varie civiltà dell’America precolombiana.

Walter Storri

olio su tela 50x70 (2003)