PALESTINA LIBERA

Ancora la Palestina, ancora questa biblica terra.

Ovunque i segni della guerra.

Città come Rafah o Ramallah rase al suolo.

Macerie come vestigia di una civiltà, consumata non dal trascorrere del tempo, ma dalla violenza degli uomini.

Ogni terra, come ogni madre, ha i propri figli che combattono per difenderla: ad ogni costo, fino in fondo, fino al sacrificio estremo della propria vita.

Martiri: termine antico.

I loro volti forse sono ancora vivi, sembrano sorridere, anche se il loro sorriso è immobile, stereotipato negli angusti limiti di una foto appesa sui muri.

Come una sfida umana oltre la barriera che separa i vivi dai morti, così com’è una sfida cercare di contrastare l’enorme potenza dei carri armati con il lancio dei sassi o con le pallottole dei fucili; fanciulli contro bruti corazzati.

Contrastare la violenza con la saggezza: è forse questo il messaggio che l’anziano cerca di trasmettere al ragazzo?

Se, purtroppo, ciò non è possibile, allora il giovane giura al vecchio vissuto di difendere la propria terra ed i suoi valori fino in fondo...

Già, la propria terra, dalla quale adesso sorge, lentamente, dietro le mura martirizzate, il volto di una bellissima, giovane e misteriosa donna.

Femminile presenza, natura, giustizia, trascendente amica, madre terra consolatrice verso i propri figli immolatisi per lei... Visione di pace, che sembra guardare con amore e affetto quei bambini spensierati che corrono in verdi prati, inseguendo i propri sogni in un mondo migliore, in un universo di gioia.

Madri contente di vedere i loro figli vivi, non morti, illuminati dal sole di un emblema di pace...

Walter Storri

olio su tela 50x60 (2002)